Con un semplice no questa donna ha cambiato la storia del mondo. Oggi abbiamo il piacere di intervistare la celeberrima Rosa Parks.
Molto piacere di incontrarla Rosa, come ci spiega la frase “il no che cambia la storia”?
“Piacere mio. Spiegare il no è molto semplice. Mi ero stancata, quando ho rifiutato di cedere il mio posto sull’autobus, non stavo semplicemente dicendo “no” a un’ingiustizia personale, ma stavo dicendo “no” a un sistema intero che escludeva e opprimeva intere comunità per il colore della pelle”.
Come si viveva in quei tempi in America?
“Vivere negli Stati Uniti durante gli anni ’50 e ’60, soprattutto per le persone di colore, era molto difficile. Le leggi Jim Crow separavano le persone in base al colore della pelle, e quelle separazioni non erano solo fisiche, ma anche sociali e psicologiche”.
Come ti sei sentita quando eri l’unica ad essere seduta e gli altri si sono alzati?
“Quando gli altri passeggeri si sono alzati e hanno ceduto il loro posto, è stato un momento difficile per me. Mi sentivo un po’ isolata, ma anche incredibilmente forte. Non era solo un atto di ribellione, ma un’affermazione di chi ero e di ciò in cui credevo”.
In prigione come ti sei comportata?
“Quando sono stata arrestata, mi sentivo sollevata, in un certo senso. So che può sembrare strano, ma non era per il fatto che ero stata messa in prigione. Era il fatto che finalmente avevo fatto qualcosa che sentivo giusto. Essere in prigione non mi ha spaventata, anche se ovviamente non era un’esperienza facile. Mi sentivo ancora determinata, perché sapevo che ciò che stavo facendo aveva un significato più grande di me stessa”.
Grazie Rosa per aver risposto a queste domande.
“Grazie a voi”.