L’oscura verità del Fast Fashion: dietro l’abito a 5 Euro

Ma che cosa è?

Negli ultimi anni il fast fashion ha cambiato radicalmente il modo in cui ci vestiamo. Collezioni nuove ogni poche settimane, prezzi bassissimi e capi sempre in linea con le ultime tendenze: Ma dietro questa velocità si nasconde un sistema complesso, con conseguenze spesso invisibili.

Il fast fashion nasce per rispondere a un desiderio preciso: avere subito ciò che è di moda. I brand osservano passerelle, influencer, trasformando le tendenze in capi pronti per i negozi nel giro di pochi giorni. Questo modello permette ai consumatori di rinnovare spesso il guardaroba, ma incoraggia anche un consumo rapido e poco consapevole.

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’impatto ambientale. La produzione massiccia di abiti richiede enormi quantità di acqua, energia e materie prime. Tessuti sintetici come il poliestere derivano dal petrolio e rilasciano microplastiche durante i lavaggi, contribuendo all’inquinamento degli oceani. Inoltre, molti vestiti vengono indossati pochissime volte prima di essere buttati, aumentando i rifiuti tessili.

Per mantenere prezzi così bassi, la produzione viene spesso spostata in paesi dove il costo del lavoro è minimo. In alcuni casi questo significa salari insufficienti, condizioni di lavoro difficili e scarsa tutela dei diritti dei lavoratori. Anche se non tutti i marchi operano allo stesso modo, il problema resta strutturale.

Ma dove vengono buttati?

Paesi come Ghana, Nigeria, Kenya e Tanzania ricevono tonnellate di abbigliamento usato dall’Europa e dagli Stati Uniti.

«Ogni haul, ogni swipe impulsivo, ogni top da 2€, alimenta una montagna. Una montagna che non scompare quando passa la moda,» scrive Morelli nel post che accompagna l’immagine. Un’immagine che, secondo il designer, non è un’iperbole, ma uno specchio. Uno specchio che ci costringe a guardare ciò che normalmente scegliamo di ignorare: le filiere opache, i tessuti sintetici, il lavoro sottopagato e l’inquinamento. Ma anche le critiche non hanno tardato ad arrivare.

Chiara

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