
Ad oggi 2026, la situazione nel Sudan del Sud è complessa e segnata da una combinazione di fragilità politica, tensioni etniche, crisi umanitarie e conflitti localizzati, anche se non è attualmente in corso una guerra civile su larga scala come quella del 2013–2018. Tuttavia, permangono focolai di violenza e instabilità che minacciano la fragile pace raggiunta con l’accordo di pace del 2018 (Revitalized Agreement on the Resolution of the Conflict in South Sudan, R-ARCSS).
Contesto storico
Il Sudan del Sud è diventato uno Stato indipendente nel 2011, dopo decenni di guerra civile con il Sudan del Nord. Tuttavia, già nel 2013 è scoppiata una guerra civile interna, scatenata da tensioni tra il presidente Salva Kiir (etnia dinka) e il vicepresidente Riek Machar (etnia nuer). Il conflitto, di natura in parte politica e in parte etnica, ha causato oltre 400.000 morti e milioni di sfollati, con gravi violazioni dei diritti umani e carestie.
Accordo di pace del 2018
L’accordo di pace firmato nel settembre 2018 ha portato alla formazione di un governo di unità nazionale nel 2020, con Kiir presidente e Machar vicepresidente. Tuttavia, l’implementazione dell’accordo è stata lenta e incompleta:
- L’unificazione delle forze armate è ancora in corso.
- Molte riforme chiave (sicurezza, giustizia, confini amministrativi) sono ferme.
- Le elezioni, inizialmente previste per 2023, sono state posticipate al 2027 a causa della mancanza di preparazione e dell’instabilità.
Situazione attuale (2025–2026)
Nel biennio 2024–2026, il Sudan del Sud ha continuato a soffrire di:
- Conflitti localizzati: violenze intercomunali, soprattutto negli stati di Jonglei, Unity e Greater Pibor, spesso legate al controllo di risorse (pascoli, bestiame, terre).
- Presenza di milizie armate: numerosi gruppi armati operano semi-indipendentemente, anche se alcuni hanno firmato accordi di cessate il fuoco.
- Crisi umanitarie: secondo le Nazioni Unite, oltre 9 milioni di persone (quasi i due terzi della popolazione) necessitano di assistenza umanitaria. La malnutrizione infantile è a livelli allarmanti.
- Impatto del conflitto in Sudan (2023–): la guerra tra SAF e RSF nel Sudan del Nord ha peggiorato la situazione, con oltre 800.000 rifugiati fuggiti in Sud Sudan, aggravando la pressione sulle già scarse risorse.
Ruolo della comunità internazionale
- La MISS (UN Mission in South Sudan) mantiene una presenza di peacekeeping, ma con limiti operativi.
- L’IGAD (Autorità intergovernativa per lo sviluppo) e l’Unione Africana continuano a fare pressione per il rispetto dell’accordo di pace.
- Donatori internazionali (USA, UE, Norvegia) legano gli aiuti ai progressi nella riforma politica e di sicurezza.
Prospettive
Nonostante l’assenza di una guerra civile generalizzata, il Sud Sudan rimane uno degli Stati più fragili al mondo. Senza elezioni credibili, riforme istituzionali e disarmo delle milizie, il rischio di una recidiva del conflitto rimane alto, soprattutto in vista del 2027, quando si terranno le elezioni.
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