La maschera più tradizionale è quella di arlecchino e oggi vi racconterò la sua leggenda; una racconta di un bambino povero che non poteva permettersi un costume per la festa di Carnevale; i suoi compagni, vedendolo triste, gli donarono pezzi dei loro costumi, che la madre cucì insieme creando il celebre vestito multicolore, simbolo di amicizia, generosità e diversità, nato dai ritagli e dall’unione di tanti piccoli gesti di solidarietà.

Pulcinella invece è la maschera simbolo di Napoli, nata nel Seicento dalla Comedia dell’arte, creata teatralmente da Silvio Fiorilo nel 1609, ma con origini leggendarie legate a un contadino di Acerra, Puccio d’agnello, o a figure più antiche. Incarna lo spirito popolare napoletano: furbo, pigro, ma scaltro e capace di affrontare i problemi con ironia, rappresentando un archetipo di servo/popolano che si ribella ai potenti, con un costume bianco e una maschera nera che ne accentuano il carattere contraddittorio, tra vizi e virtù.

.