Balanzone, spesso chiamato anche Dottor Balanzone o semplicemente Il Dottore, è un personaggio classico della commedia dell’arte, nato in Italia nel XVI secolo e molto rappresentativo della tradizione teatrale popolare.
👉 Appartiene al gruppo dei “vecchi” (Vecchi), cioè i personaggi più adulti e autorevoli in scena, che spesso ostacolano gli innamorati e generano situazioni comiche con la loro presenza.
🎓 Origine e significato del nome
- Origine: Balanzone nasce come maschera nella città di Bologna, sede di una delle università più antiche d’Europa — un elemento fondamentale per capire la sua natura e il suo ruolo satirico.
- Significato del nome: Il nome deriva dal termine dialettale balanzån o balanza, cioè “bilancia”, simbolo di legge e giustizia, perché il personaggio è spesso un dottore in legge o presunto tale.
👔 Caratteristiche del personaggio
📌 Aspetto fisico e costume
- Fisico robusto e panciuto, spesso con guance rosse o rubizze, per sottolineare il suo carattere generoso ma anche un po’ goffo.
- Costume rigorosamente nero con dettagli bianchi (colletto e polsini), toga o mantello, e un ampio cappello nero che richiama gli accademici dell’epoca.
- Maschera che copre solo la fronte e il naso, spesso arricchita da grandi baffi finti.
🗣️ Personalità e ruolo nella commedia
Balanzone è una caricatura dell’intellettuale presuntuoso:
- È sapientone e orgoglioso, ama parlare e mostrare la sua “conoscenza” in ogni occasione.
- Spesso si esprime con discorsi lunghi e noiosi, pieni di citazioni latine o frasi dotte, ma il più delle volte senza reale significato.
- Si presenta come esperto in ogni argomento, ma in realtà sa poco o niente di ciò di cui parla.
- Sulla scena è spesso un ostacolo comico alle azioni vere o utili degli altri personaggi.
Questo lo rende un personaggio divertente e al tempo stesso un affettuoso scherzo sull’accademia e i professori pomposi del suo tempo.
🎭 Ruolo nella cultura
Balanzone non è solo una figura teatrale: la sua immagine è entrata nella cultura popolare italiana, specialmente a Bologna, dove continua ad essere un simbolo della “bolognesità colta” — cioè la capacità di ridere degli stessi difetti tipici dell’intellettuale.

Da Matilda, Greta e Andrea